Noran si è suicidato a Palermo il 13 settembre. Si è gettato dal settimo piano della facoltà di lettere di Palermo.
Laureato con 110 e lode, si è suicidato per la situazione attuale:
Preoccupato per il lavoro, preoccupato per il proprio futuro, ha lasciato al padre questo messaggio: La libertà di pensare, ed anche la libertà di morire. Mi attende una nuova scoperta, anche se non potrò commentarla.
Gli hanno messo una targa, ed oggi è sparita. Un gesto vigliacco, un gesto villano, bastardo, infame.
Il 3 Dicembre gli hanno dedicato un'aula magna, ecco la spiegazione di colleghi ed amici:
Norman (si legge in un comunicato degli studenti) è ormai il simbolo di una lotta ad un certo tipo di sistema feudale che noi vogliamo contrastare, anche con la protesta odierna. Il consiglio di Facoltà non si decide ancora a deliberare l'intestazione dell'aula, malgrado l'impegno assunto in prima persona dal rettore e malgrado una petizione formata da noi studenti della Facoltà. Da qui nasce la provocazione della targa affissa, nella speranza e nella lotta che i vertici accademici e i docenti si decidano a farlo con atto ufficiale e di grande onestà culturale, oltre che di responsabilità personale. Abbiamo deciso il nostro gesto simbolico e, ripetiamo, provocatorio proprio in periodo di grande mobilitazione studentesca, che speriamo serva a far riflettere chi dovrebbe avere a cuore il futuro delle nostre università
Or bene, la targa è sparita. Non ci sono commenti da fare, solo domande:
Perché?
Chi?
Perché forse è scomodo ricordare che qualcuno è morto a causa dello stato (Difatti, omicidio di stato, è il nome di questa morte).
Chi, se non i politici da quattro soldi, che girano dentro l'università, pensando di essere mafiosi? (Io mi baso sulle mie conoscenze, perché alla Sapienza è così, e so che è così ovunque)
Aggiungo che non tutti i male vengono per nuocere: Il DDL GELMINI.
Se ci ricordiamo i punti principali (se no, vi rimando a leggere il post precedente "La fine è vicina"), tra tutti, ne spiccava uno buono.
La fine dei Baroni.
Adesso racconto un'altra storia, legata a quella di Norman.
Giacomo, 36 anni, ha passato l'esame per diventare professore ordinario. A 36 anni, è veramente una cosa rara, il che fa pensare, che tutti ce la possono fare. Fà concorsi, e batte 24 concorrenti più anziani di lui, seguendo tutte le procedure.
Giacomo di cognome fa Frati, ed è figlio del Magnifico Rettore della Sapienza, Luigi Frati.
In quella stessa università, troviamo la sorella Paola, e prima della pensione, la mamma Luciana.
Paola invece è stata assunta a Tor Vergata, ed ha la cattedra di malattie dell'apparato respiratorio.
Le faremmo tutti i nostri migliori auguri, se non fosse per il fatto che Paola Rogliani sia la nuora del rettore Renato Lauro, un tempo preside proprio di medicina. Ed in quella stessa università troviamo anche il figlio Davide, ordinario di Endocrinologia.
Lui come risponde?
Si, li assumo i miei parenti, ma non sono raccomandati, se lo meritano!
Ecco qua l'intervista a Frati. Se lo meritano!
Già, se lo meritano.
Come se lo meritava Barbara Berlusconi, appena laureata, e già con la proposta di una cattedra!
Ecco Qua la lettere scritta dalla professoressa Roberta De Monticelli, in protesta di questo accaduto.
Insomma, se il decreto Gelmini fosse passato prima, avremmo avuto meno Frati, ma non meno Zarconi, come dicono molti giornali, visto che il resto della riforma, è un pungo nello stomaco. Difatti molti giornali di parte vogliono far passare Zarcone come un martire dei Baroni, e non dell'università.
Io ne ho... viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…
E tutti quei… momenti andranno perduti nel tempo…
Come… lacrime… nella pioggia…
È tempo… di morire…














